Il progetto

L’archivio non riguarda il passato, riguarda l’avvenire

Jacques Derrida

Fra tutte le tradizioni faentine quella del Palio del Niballo, e delle innumerevoli manifestazioni ad esso connesse, è sicuramente la più sentita da parte della città. Talmente radicata da sembrare antichissima e indivisibile da Faenza.

La tradizione, moderna, del Palio del Niballo nasce nel 1959 e nel corso di sessantun anni di storia ha generato, oltre alle 63 edizioni della Giostra, centinaia di altre manifestazioni, eventi e momenti che hanno animato e accompagnato la vita della città e non solo.

Gare di musici e sbandieratori di livello locale, nazionale e internazionale, sfilate di cortei storici con costumi ogni volta più ricchi di preziosi dettagli, momenti conviviali durante le cene nelle cinque sedi rionali o in Piazza del Popolo durante la Nott de Bisò.

Questa serie di eventi che si susseguono nell’intero anno ha creato e compone la sempre viva tradizione del Niballo a Faenza, capace di accompagnare la vita di tutti i faentini e di infiammarsi durante il mese di giugno richiamando numeroso pubblico anche da fuori città.

Ma tutto questo genera una domanda: cos’è una tradizione? E ancora: come si fa a crearla e soprattutto a perpetuarla nel tempo?

La Tradizione, ovvero il reiterarsi di azioni che si tramandano da una generazione all’altra, è qualcosa di estremamente umano presente nella nostra storia sin dall’alba dei tempi. Le tradizioni ci danno l’illusione della perpetuità, ci convincono che le nostre azioni non durino solo quel breve istante in cui si svolgono, ma che si dilatino verso il futuro senza mai estinguersi. Ma la volontà di crearne una spesso non basta a far sì che questa attecchisca e proliferi nel tempo, perché ciò accada la Tradizione necessità di lavoro, senso di appartenenza, passione e soprattutto capacità di narrazione ed in epoca moderna non esistete metodo di documentazione e narrazione più efficace della fotografia.

Dal 1959 in poi ogni edizione del Palio del Niballo è stata fotografata e documentata, altrettanto è stato fatto per ognuno dei momenti e delle manifestazioni di che lo accompagnano.

Le foto sono state realizzate sia da professionisti che da fotoamatori, con tecniche che sono cambiate con lo scorrere del tempo seguendo l’evoluzione della fotografia: dalle piccole stampe in bianco e nero con i bordi frastagliati degli anni ’50 agli hard-disk con decine di gigabyte di immagini digitali, attraversando le pellicole negative e le diapositive dei rullini degli anni ’80 e ’90.

Oggi grazie al progetto di creazione di un archivio fotografico informatizzato sarà possibile mettere ordine in tutto questo materiale, suddividendolo tra le varie edizioni e manifestazioni.

Le stampe fotografiche, i negativi e le diapositive saranno prima ricondizionati in appositi contenitori che ne garantiscano una migliore conservazione nel tempo e poi digitalizzati per poterne archiviare una copia in un database insieme alle altre fotografie digitali.

Infine, tutte le immagini, e le informazioni ad esse associate, saranno caricate su un sito internet dedicato che consenta di fare ricerche e consultare tutto l’archivio in modo facile e veloce. In questo modo, non solo si avrà la certezza che tutto questo importante patrimonio non vada perso, ma sarà veramente alla portata di tutti.

“Come Fototeca Manfrediana siamo felici che il Comune di Faenza abbia scelto di affidarsi alla nostra esperienza e alle nostre competenze per la creazione di un archivio fotografico che sarà importante per la città di Faenza e per la, sempre più prospera, Tradizione del Palio del Niballo”.⁣

Gian Marco Magnani, Responsabile Archivio Storico Fototeca Manfrediana⁣